DA FIRENZE
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Dall’autostrada del sole A1 uscire a Firenze Certosa.
Alla rotatoria girare a destra ed immettersi nella superstrada per Siena.
Arrivare a Siena, oltrepassare la città e alla fine della tangenziale seguire le indicazioni per Grosseto.
Fare circa 10 km ed al bivio per Orgia/Rosia girare a destra. Dopo circa 1 km girare a sinistra per Orgia.
Passato il ponte sul Fiume Merse, dopo circa 200 mt girare ancora a sinistra (strada sterrata).
Proseguire diritto (mantenendo la destra) per circa 7,3 km fino a che vedrete sulla vostra sinistra il cartello “il Paradiso”. Dopo 300 mt arriverete alla proprietà.
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DA ROMA - Via A1 |
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Uscire a “Valdichiana”. Prendere il raccordo Siena-Bettolle in direzione Siena.
Prima di giungere in città prendere la tangenziale in direzione Grosseto e immettersi sulla SS 223.
Fare circa 10 km ed al bivio per Orgia/Rosia girare a destra. Dopo circa 1 km girare a sinistra per Orgia.
Passato il ponte sul Fiume Merse, dopo circa 200 mt girare ancora a sinistra (strada sterrata).
Proseguire diritto (mantenendo la destra) per circa 7,3 km fino a che vedrete sulla vostra sinistra il cartello “il Paradiso”. Dopo 300 mt arriverete alla proprietà.
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AREOPORTO FIUMICINO |
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Prendere l’autostrada Roma-Civitavecchia.
Al termine, immettersi nell’Aurelia (SS 1) fino a Grosseto. Proseguire nella circonvallazione di Grosseto e uscire all’indicazione per Siena immettendosi nella SS 223.
Dopo circa 55 km, al bivio per Orgia/Grotti, girare a sinistra per Orgia.
Dopo circa 1 km girare ancora a sinistra per Orgia.
Passato il ponte sul Fiume Merse, dopo circa 200 mt girare a sinistra (strada sterrata).
Proseguire diritto (mantenendo la destra) per circa 7,3 km fino a che vedrete sulla vostra sinistra il cartello “il Paradiso”. Dopo 300 mt arriverete alla proprietà.
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Nel mezzo del cammin per la magion romita
mi ritrovai in una selva oscura,
ché la diritta via parea smarrita
Esta selva selvaggia e aspra e forte
io non so ben ridir com’ i’ v’entrai,
presi per Siena, per Orgia continuai.
Ma poi ch’io fui al piè d’un colle giunto,
girando a manca per un polveroso sterro,
ecco il segnal: chilometri 8 al punto.
Per correr miglior acque alzò le vele
omai la navicella col suo satellitare,
lasciando accanto a sé del rio le gole.
E canterò di quel secondo bivio
che umana fattura ancor non mostra,
e a me chiamava verso ‘l monte in su la destra.
Daini, cinghiali, caprioli e l’istrice puntuto,
tassi, fagiani e volpi e lepri
tutti parean darmi ‘l benvenuto.
E sale e curva e a tratti scende
dal fosso al colle alle sparute case
e lì a Recenza a risalir riprende.
Tornante della villa, cancelli del poggiolo
a pochi passi dall’ultimo virar
attenti al fosso che non vi rechi dolo!
Segnato a manca è l’agognato avviso
che, stretta strada e larga foglia,
mena a lor ch’attendono col sorridente viso.
La gloria di Colui che qui si muove
per la radura penetra, e risplende
in una parte più e meno altrove.
Nel Paradiso che più della sua quiete prende
fui io, e vidi cose che ridire
né sa né può chi di lassù discende.
